” Nannerl “…

Questo il nomignolo datole dal fratello Wolfgang ,uno dei più grandi compositori di tutti i tempi: eppure Anna Maria Mozart non era  meno dotata musicalmente,tanto che,il padre Leopold,scortava i figli in lungo e in largo per l’Europa.A un certo punto però,Nannerl non compare più accanto al fratello nei dipinti ufficiali .Il padre si era accorto che continuare a far studiare entrambi i figli sarebbe stato troppo gravoso per le finanze familiari e scelse di puntare tutto sul genio del figlio maschio,mentre la ragazza fu incoraggiata a prepararsi per diventare moglie e madre.Eppure la sua bravura con il violino ed il Fortepiano era conosciuta se i critici dell’epoca scrivevano: “Immaginate una ragazza di 11 anni che esegue le sonate più difficili dei grandi compositori con precisione,incredibile leggerezza  e gusto impeccabile “

E lo stesso Mozart le scriveva :” Sono stupefatto! Non sapevo fossi in grado di comporre in modo così graziosio.In una parola,il tuo Lied è bello .Ti prego,cerca di fare più spesso queste cose “.Eppure dele sue composizioni non c’è traccia,a noi non è rimasto niente del suo talento…..

Rita Charbonnier ha scritto un bel romanzo ( “La sorella di Mozart” )sulla figura di questa giovane donna costretta a soffocare le sue passioni in un mondo in cui le donne erano relegate in un angolo.

 

 

 

 

 

 

 

Milk and Honey…..

Rupi Kaur  ,giovane scrittrice di origine sikh del Punjab indiano,ma residente in  Canada,fa parte di quella serie di poeti social che hanno iniziato a diffondere le loro opere online ,nel suo caso,su Istagram.Il suo libro ” Milk and Honey “è  scritto rigorosamente tutto in minuscolo  perché nella sua prima lingua,il Gurmukhi, non ci sono maiuscole,tutte le lettere sono trattate allo stesso modo ,come espressione di uguaglianaz,semplicità e simmetria.Il linguaggio poetico è semplice,scarno : accessibile a chiunque,anche a chi non ha mai letto una poesia fuori dall’ambito scolastico.E’ diviso in quattro parti,quindi quattro temi: Il ferire,l’amare,lo spezzare,il guarire.Il tutto accompagnato da schizzi a matita fatti da lei stessa.

Le sue parole,scritte in poesia e prosa raccontano del corpo,del dolore,della tenerezza,delle delusioni .Il filo rosso che collega ognuna di queste riflessioni è la connessione tra donna e donna ,dell’essere donna in un mondo a misura d’uomo,in cui la libertà e il corggio di reagire possono essere veicolate anche dal potere della poesia,della parola,della sincerità.

 

 

Un capolavoro…..

4 ore e non  sentirle,questa è la magia del regista Nuri  Bilge Ceylan nel suo film

“Il Regno d’inverno ” . In un paese sperduto dell’Anatolia ,un uomo: Aydin,la moglie  e la sorella gestiscono un albergo: L’Othello, in paese sperduto dell’Anatolia,intagliato nella roccia.L’uomo è padrone anche di diverse case i cui inquilini non sempre sono in grado di pagare l’affitto e vengono puniti con il sequestro di televisione e frigorifero.Il prtagonista in gioventù è stato un attore abbastanza famoso  e ora sta pensando di scrivere una storia sul Teatro Turco.Ma la trama è niente,solo la scusa per mostrare la fragilità dei rapporti umani fra i protagonisti.Aydin ama la moglie molto più giovane ma piano piano le ha costruito intorno una gabbia  di attenzioni  che si  è trasformata in una prigione.Aydin all’improvviso si troverà di fronte una moglie diversa da quella che aveva sposato che pretende autonomia e libertà. Il paesaggio gelido,sospeso in un sonno profondo è lo sfondo perfetto per un film in cui non c’è un lieto fine.

E’ la prima volta che ho  apprezzato la lentezza esasperante ,i dialoghi lenti,le frasi sospese.Attori superlativi.Interni così caldi e avvolgenti ma incomprensioni  irreparabili.Guardare questo film è come essere innamorati,non ti stanchi mai di stare e guardare la persona amata e il tempo non esiste più.Meritatamente Palma d’oro a Cannes nel 2014.

 

 

Un cuore in Inverno……..

Quando l’ho visto  ,la prima impressione è stata di negazione.E’ impossibile,ho pensato, che esistano persone così totalmente prive di sentimenti.Col senno di poi ho scoperto che si,esistono eccome e ancora la cosa mi fa rimanere esterrefatta 🙂 .Comunque il Film di Claude Sautet  è splendido e raffinatissimo.

Maxime e Stephan,due amici ,due soci di una bottega che ripara e costruisce violini.maxime ha una storia importante con Camille,una giovane e affascinante violinista.Stephan,con il suo carattere chiuso e introverso sembra ignorare questa relazione.ma è proprio la sua sobrietà ad attrarre Camille la ragazza non nasconde l’attrazione per l’uomo e sembra che egli la ricambi,ma alla fine ,inspiegabilmente,si ritrae .Lascia che tutto finisca,compresa l’amicizia con Maxime.

” Per me il cinema è musica” dichiara il regista.E stephane: ” La musica è sogno “.Ed il suo film è musica e sogno è realtà sopsesa  è ambiguità.Un film sugli incroci sentimentali ,con una regia sempre pronta a cogliere sguardi,sfumature,pause,domande mancate e risposte non date.Daniel Auteil è magistrale nel creare questo personaggio e Emanuelle Bejart da alla  sua protagonista un aria splendidamente ingenua e sprovveduta.

 

 

 

 

Sorella di……..

Questa mattina ho fatto una bella scoperta:

” Non riesco a ricordare un tempo in cui Virginia non voleva fare la scrittrice ed io la pittrice “

Il nome di Vanessa Bell per molto tempo è stato conosciuto da pochi,oscurato da quello della sorella famosa, Virginia Woolf.Per lungo tempo la sua vita, come quella della sorella,è stata condizionata dalla restrittiva morale vittoriana e da una società patriarcale che inpediva alle donne di andare a scuola e di studiare in casa.Tuttavia il padre,il famoso storico Leslie Stephen l’aveva lasciata sperimentare con la pittura.Con la morte del padre ,la ragazza lascia la casa dei genitori per trasferirsi nel quartiere di Bloomsbury.E’ qui che inizia la sua avventura di donna e pittrice fuori dagli schemi.La sua casa diventa ben presto punto di incontro per intellettuali e artisti che si trasformerà nel Bloomsbery Group che pratica libertà di pensiero ,di parola e sessuale .

Vanessa ha uno studio tutto suo per creare con la pittura .A questo periodo appartengono nature morte e ritratti,le cui pennellate raccontano la vita quotidiana dell’artista.Influenzata dalle avanguardie francesi ( fauves ,Mtisse e cubismo) inizia a sperimentare .Usa il colore in maniera alternativa,dipinge volti senza lineamenti fino ad arrivare all’astrattismo:sagome riempite da colori vibranti.Trova il tempo anche per curare tutte le copertine dei romanzi della sorella,di cui è critica severa.Anche la sua vita sentimentale è movimentata ,ma diventa madre e moglie,non disdegnando rapporti alternativi.E’ stata una delle pittrici più all’avanguardia dei suoi tempi,immortalando i suoi sentimenti e le sue emozioni nei quadri,perchè,come diceva: ” Una grande artista comunica cosa sente,non cosa vede “.

 

 

 

“Cerca sempre e ovunque la Poesia,è la strada della bellezza nella vita “

E ‘una frase di Giorgio Albertazzi,grandissimo attore però di un’antipatia e supponenza uniche : ma su questo aveva ragione 🙂

Tu non sai;

ci sono betulle che di notte

levano le loro radici

e tu non crederesti mai

che di notte

gli alberi camminano o diventano sogni.

Te l’ho già detto,

i poeti non si redimono

vanno lasciati volare tra gli alberi

come usignoli pronti a morire  ( Alda Merini )

 

 

Sono così,io.

certe volte spiaggia sperduta e solitaria

altre volte mare in tempesta e strillante

certe volte isola deserta e silenziosa

altre volte Oceano che abbraccia il mondo ( E. Paes )

 

 

Io non ho detto a loro di te

ma essi videro che ti lavavi nelle mie pupille.

Io non ho parlato con loro di te

ma essi ti hanno letto nel mio inchiostro

e nei miei fogli.

L’amore ha un profumo.

Non possono non profumare

i campi di pesco. ( Nizzar Qabbani )

 

 

Balaustrata di brezza

per appoggiare stasera

la mia malinconia. ( Ungaretti : io amo quest’uomo 🙂  )

Kandinsky,i colori del suono……

L’occasione di una mostra nella mia città mi ha spinta a cercare notizie su questo artista da me poco conosciuto ed è stata una rivelazione: una sensibilità ricca e acuta  e la sua arte:un esplosione di colori ,apparentemente senza senso e invece di una profondità incredibile.

“Sentivo a volte il chiacchiericcio sommesso dei colori che si mescolavano:era un esperienza misteriosa nella misteriosa cucina di un alchimista “

Uno dei maggiori rappresentanti dell’Arte astratta era affascinato dalla relazione tra suoni e colori. Fin da piccolo aveva studiato pianoforte,ma fu dopo aver assistito al Lohengrin di Wagner che fece della musica una guida alla propria concezione dell’arte.D’altra parte Wagner considerava poesia musica pittura un unicum espressivo.Kandinsky pensava che dipingere fosse un arte molto simile alla musica e quindi capace di trasmettere emozioni in maniera astratta  senza rappresentare la realtà.Nelle sue opere partiva sempre dalla realtà per poi allontanarsene e le sue figure si facevano via via più evanescenti diventando macchie colorate.L’incontro con un altro grande come Shoenberg lo rese ancora più consapevole delle sue idee. Lo sentiva affine per la sua ricerca di nuove forme di espressione musicale libere dalle regole del passato.Ebbero un proficuo rapporto epistolare nel quale scambiavano impressioni e il risultato delle proprie ricerche..In una lettera Shoenberg  dichiara qualcosa che fa comprendere il senso della sua arte e quella di Kandinsky;” L’arte appartiene all’inconscio.L’artista deve esprimere se stesso.Non la sua intelligenza ,le proprie conoscenze,le sue abilità,ma ciò che è innato ed istintivo.”

Kandinsky  associava i colori ai suoni e agli strumenti che secondo lui li richiamavano:

Il blu ,colore della purezza,della profondità e della quiete può essere paragonato al suono del violoncello o del contrabbasso.Il Rosso,riconducibile al calore,all’energia e alla vitalità può essere paragonato al suono martellante del tamburo.Il giallo,riconducibile al dinamismo,al calore spirituale può essere paragonato al suono squillante della tromba.Il verde,in assoluto il pià calmo,colore della tranquillità e dell’equilibrio,può essere paragonato al suono lieve del violino.L’arancione,esprime sicurezza,salute e serietà,può essere paragonato al suono di una viola.Il nero e il bianco sono paragonati alle pause:il nero a quella finale,il bianco alle pause in generale.