Ritratti in jazz…..

Murakami non è un autore che leggo spesso,troppo complicato,evanescente,insomma non è nelle mie corde,ma i suoi saggi bè li adoro,sono incredibilmente interessanti.In particolare questo.Lo scrittore ha gestito un jazz club per molti anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura; leggendo questo libro si ha l’impressione di essere appena stati nel suo locale seduti a bere qualcosa ad uno dei tavoli del club mentre il grande narratore giapponese racconta e commenta quello che si sta ascoltando.Con un tono amichevole e confidenziale conduce il lettore  a conoscere curiosità e aneddoti dei più grandi jazzisti del tempo della maggior parte dei quali possiede i vinili,che ascolta ogni giorno.

Nello studio uso soprattutto delle vecchie e grandi casse della jbl di tipo Back Loaded  Horn  .Sono piuttosto antiquate,lo ammetto,e a pensarci bene sono più di venticinque anni che la musica jazz per me ha il loro timbro.Il mio corpo si è completamente assuefatto alla loro vibrazione.Mi rendo conto che al mondo ci sono tanti modi migliori di ascoltare jazz ,ma io preferisco farlo così,rannicchiato come una talpa in questa confortevole  tana.”

 

 

 

 

Food Film Fest….

Bergamo ogni anno dal 12 al 17 Giugno si svolge  il  ” Food Film Fest “,unico festival cinematografico d’Italia dedicato al cibo.Il cartellone riunisce film,corti,lungometraggi,documentari e cinema d’animazione legati a temi come gusto,corretta alimentazione,arte culinaria,produzione di cibo ecc….e allora film come Miseria e nobiltà, Chocolat,Il pranzo di Babette, Soul Kitchen ,la cuoca del Presidente,Marie Antoinette…

 

 

” Una mattina,siccome uno di noi era senza nero,si servì del blu : era nato l’impressionsismo”

Renoir ,un film di Gilles Bourdos. Un piccolo cammeo sulla vita del grande pittore  ritratto negli ultimi anni della sua vita in Provence.1915,il Il maestro,anziano,in preda ai ricordi della moglie morta e alle preoccupazioni per il figlio Jean ferito in guerra,incontra per caso Andree.una ragazza radiosa e bellissima ,che sarà capace di risvegliare il suo estro creativo.Rientrato a casa per la convalescenza,Jean rimane abbagliato dalla ragazza,innamorandosene perdutamente,tanto da volerla come protagonista del suo primo film.

Girato quasi interamente in una campagna bellissima,piena di colori e di luce ,è un film ben recitato,pacato nei dialoghi e nella sceneggiatura ; l’unico difetto è che spesso la figura della brava attrice Theret  rischia continuamente di mettere in ombra il vero protagonista,ossia il pittore.

 

 

 

Le rose di Modigliani…….

Parigi,1910 ,l’incontro tra due anime di talento che hanno dato vita ad una piccola favola non convenzionale intrisa di storia e arte.Lui: Amedeo Modigliani, pittore italiano di talento,affascinante e  maledetto,lei: Anna Achmatova poetessa russa in viaggio di nozze col marito.Il colpo di fulmine è inevitabile.Nel 1911 Anna è di nuovo a Parigi senza il marito ,affitta un appartamento in centro e trascorre con Modì  ogni momento possibile:ore passate sulle panchine del Lussemburgo,ora a leggere  o a recitare a due voci Verlaine,Baudelaire,Mallarmè.Il pittore non osa chiederle di posare per un suo ritratto ma si imprime a memoria la figura,i volumi,i colori della poetessa .Quando lei torna in Russia le manda 16 disegni che la ritaggono in pose diversissime tra loro.Per lei saranno un caro ricordo.A lui dedicherà alcune poesie.Amore? Tenera amicizia? Non lo sappiamo.

“Si racconta che un giorno,essendosi dati appuntamento a casa di Modigliani lei trovasse la porta chiusa.Il pittore era in ritardo.Riuscì ad entrare nell’appartamento attraverso una finestra lasciata aperta e cosparse la casa di petali di rosa,poi….se ne andò .”