Becaming Jane…..

Per me ,l’Autunno è il momento migliore per guardare i film su Jane Austen. Alla mente arrivano subito le immagini della  campagna inglese ricca di mille colori,i cottages riscaldati da grandi camini attorno ai quali le eroine dei suoi romanzi sorseggiano tè conversando amabilmente.

Invece  la Austen,femminista antelitteram, sconvolge le regole dettate da una società chiusa e maschilista,dove la scelta di un marito aveva poco a che fare con sentimenti reali e molto,moltissimo con i soldi.Jane,innamorata del bellissimo e umile avvocato Lefroy, è costretta a rinunciare a lui ,ma non farà mai un matrimonio d’interesse.Decide di rimanere nubile e di dedicarsi alla scrittura.I suoi romanzi la renderanno immortale.

Ciò che amo del film sono le atmosfere : soffuse,,ombrose,le grandi sale dove si svolgono i balli,unici luoghi di incontri .E che dire dei protagonisti: Hanne Hathaway e James McAvoy? Perfetti  nei loro confronti e magnetici.E poi io amo tutto ciò che fa la Hatheway,una delle mie attrici preferite.

Davvero io sono una Jane Austen dipendente;non c’è film che non abbia visto o recensione letta o sceneggiato che abbia perso,ma i suoi romanzi? Mai letti.Lo so è un controsenso.Quello che mi incanta sullo schermo mi annoia nella lettura.Forse avrei bisogno di avere compagni/e in una specie di club ( come il film “Il club di Jane Austen” ) che mi stimolasse a leggere per poi confrontarmi e discuterne insieme .Chissà …..

 

Premio Nobel e Sol Levante……

Sono molto restia a leggere i Premi Noble e in generale i vincitori dei vari premi come Strega,Campiello ecc..forse perchè spesso sono stati una delusione.Con questo non dico che non abbiano valore,sono solo una lettrice,non certo un’esperta.Per il Nobel 2017 ho fatto un eccezine,solo perchè ho adorato il film tratto da un suo romanzo :” Quel che resta del giorno “. Il nome di Kazuo Ishiguro era per me assolutamente sconosciuto,ora gli ho dato una possibilità: ho tra le mani : “Un pallido orizzonte di colline “.

E’ la storia di Etsuko,una vedova giapponese che vive in Inghilterra,tormentata dal ricordo del suicidio della figlia. Per alleviare il senso di angoscia opprimente,i suoi pensieri vanno a quando sposa felice viveva a Nagasaki subito dopo la guerra e aspettava il suo primo bambino.La vita della donna si intreccia con quella della vicina di casa,Sachico,che aspetta un amore e una partenza che non arriveranno mai.

In questo libro non ci sono spiegazioni,nè avvenimenti improvvisi,tutto rimane sospeso,tutti attendono qualcosa che non arriverà mai.Sto facendo fatica ad andare avanti.E’ un atmosfera di tristezza infinita e queste due figure di donne fredde,chiuse nella loro incapacità di amare sono molto lontane dalla mia sensibilità,ma voglio terminarlo,se non altro per conoscere  un pò il mondo giapponese,questo sconosciuto.

Fino ad ora mi sono approcciata solo con altri due autori di questo paese: Banana Yoshimoto (con Kitchen che ho molto apprezzato ) e Haruki Murakami ( Il mestiere dello scrittore e Ritratti in Jazz). Con quest’ultimo ho uno strano rapporto: adoro i suoi saggi,ma non riesco mai a terminarne i romanzi (Ho lasciato a metà Kafka sulla spiaggia e 1Q84).Troppo surreali per i miei gusti.Insomma, il Giappone non ha su di me il fascino che per molti è ritenuto unico.